Monta la protesta dei medici precari

Monta la protesta dei medici precari

27 Aprile 2017 di: Nuccio Sciacca 0

I medici precari non ci stanno e vogliono che adesso, dopo la riorganizzazione della rete ospedaliera regionale, si passi ai fatti e quindi alle assunzioni. La loro voce si è levata forte al Nettuno in occasione della conferenza organizzata dal presidente nazionale Salvo Calì e da quello provinciale, Cosimo Trovato, dello SMI (Sindacato Medici Italiani) e dall’Ordine dei medici della provincia di Catania nel corso della quale sono stati presentate le cifre del precariato nell’isola. I dirigenti medici con contratto a tempo determinato sono ad oggi in Sicilia 1.204. In testa per numero di precari l’ASP di Siracusa (136), seguita da quella di Messina (135) e Agrigento (131). Le tre aziende ospedaliere catanesi ne hanno rispettivamente 35 (Cannizzaro), 38 (Garibaldi) e 43 (Policlinico VE). A Palermo: 68 al Policlinico, 35 al Civico e 65 a Villa Sofia e Cervello. Per le altre dirigenze sanitarie la situazione non è meno drammatica con 220 precari su tutto il territorio regionale tra psicologi, biologi, chimici e fisici. Più di ogni altra struttura all’ASP di Messina dove sono 30 in tutto. “La mia scelta è stata quella di abbandonare la terra dove sono nata e cresciuta andando a lavorare in Emilia Romagna” ha raccontato Emiliana Sanfilippo a cui però piacerebbe un giorno potere ritornare a lavorare in Sicilia. Per Giusy Chiarenza, precaria da 12 anni, ” è inammissibile che non si sia riusciti ancora a trovare una soluzione normativa trattandosi oltretutto in buona parte dei casi di professionisti vincitori di concorso”. Il Segretario regionale SMI, Paolo Carollo, si augura che la Regione mantenga la promessa di avviare i concorsi subito dopo l’approvazione da parte del Ministero della Salute della nuova Rete ospedaliera mentre il responsabile della Dirigenza medica, Epifanio Di Natale, ritiene prioritario l’intervento dell’Assessorato sulle direzioni generali delle aziende ospedaliere e sanitarie siciliane per attivare le procedure concorsuali. Particolarmente critica appare la situazione nelle urgenze/emergenze. “I medici convenzionati precari con incarico a tempo determinato dell’emergenza territoriale o 118 – ha detto Emanuele Cosentino – sono oltre il 20 per cento, precisamente 105 su 468 così ripartiti14 su 42 alla centrale operativa di Caltanissetta, 32 su 147 per quella di Catania, 19 su 130 (Messina) e 40 su 149 (Palermo)”. L’Ordine dei medici di Catania ha confermato il suo appoggio alle richieste dei medici precari con l’intervento del consigliere Nino Rizzo che ha ricordato che “un eventuale stato di agitazione o di sciopero dovrà essere concordato ed attuato in modo tale da provocare il minore disagio possibile per l’utenza”.

Autore

Nuccio Sciacca

Direttore responsabile


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